Super

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Visto su suggerimento di un amico, Super è un film che mi ha lasciata profondamente perplessa. La storia non mi ha convinta, come non mi hanno convinta i personaggi, manca qualcosa, qualcosa che non riesco a definire. 

Super è un insieme di generi: commedia, grottesco, drammatico, splatter; non si riesce a comprendere qual è la direzione che realmente il regista voglia prendere, con il solo risultato che il film non è ne carne ne pesce.

Gli attori sono bravi, ci sono delle scelte stilistiche che mi sono piaciute, ma quel senso di incompletezza è persistente dall’inizio alla fine.

I personaggi sono per lo più dei perdenti fino al midollo, di quelli senza alcuna prospettiva, che vivono la loro vita giorno per giorno in maniera piatta e noiosa.

I due “supereroi”  sono inquietanti, pericolosi e squilibrati, non solo per se stessi, ma anche per chi gli sta intorno. Sono il ritratto di quelle persone che subiscono per una vita intera, camminano a testa bassa, e all’improvviso fanno tilt, come se impazzissero e diventassero in concomitanza di un evento drammatico delle mine vaganti.

E’ questo che succede a Frank, cuoco in una tavola calda e Libby, commessa di una fumetteria. 

Frank imbestialito per essere stato mollato dalla moglie, ex tossicodipendente che va via con uno spacciatore, e Libby che da sfogo a tutte le sue pulsioni represse assecondando Frank nella sua follia di salvare la moglie dal cattivo di turno.

Ne esce fuori un concetto di giustizia ‘fai da te’ veramente ai limiti del normale raziocinio.
Verso la fine non mancheranno una buona dose di violenza e un discreto numero di scene splatter.

La chiusura della storia è  molto triste, la solitudine che ne deriva è veramente disarmante.

 

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5

Gorbaciof

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Gorbaciof è secondo me un film interessante nonostante abbia una storia non è del tutto originale. Marino Pacileo, detto Gorbaciof a causa della voglia che ha sulla fronte, è un uomo che vive una vita normale, semplice. Di giorno lavora contando soldi, mentre di sera ha il vizio di giocare a poker nel retrobottega di un locale cinese. La sua vita cambia sostanzialmente quando conosce la giovane figlia del proprietario del locale.

Tra Gorbaciof e Lila nasce qualcosa e l’uomo decide di salvare la figlia dalle grinfie del padre, sempre più indebitato a causa del poker. Gobaciof si ritroverà a rubare dalle casse del carcere, con il solo scopo di scappare da questa brutta situazione con Lila.

Ma purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo.

La sceneggiatura è interessante, ridotta all’osso, pochi dialoghi in napoletano. Il film è giocato molto sui silenzi, sull’interazione a gesti, specialmente tra chi, come Lila e Gorbaciof parlano due lingue diverse, ma riescono a comprendersi lo stesso.

L’ambientazione invece ci mostra uno squarcio della città un po’ insolita, quella parte un po’ in ombra, una città multietnica che non siamo abituati a vedere. 

Magistrale l’interpretazione di Toni Servillo che da solo regge quasi tutto il film, buona la regia di Stefano Incerti.

 

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7

Tutto cominciò dalla fine

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Jean e Gabrielle si incontrano un’estate a Parigi. 

L’uomo si trova in un caffè, dove osserva Gabrielle seduta ad un altro tavolino dello stesso bar. Lei sta mangiando un limone con tutta la buccia.

Un giorno Jean,  incuriosito ed attratto dalla donna, si presenta al tavolino dove è seduta Gabrielle con una cassetta piena di limoni. Questo insolito approccio, getta le basi per  l’inizio o per la fine di una situazione in cui Jean  e Gabrielle  perdono completamente il controllo e la logicità. 

Jean e Gabrielle inizieranno una relazione fuori dagli schemi, folle, insolita e pericolosa, piena di tira e molla al limite dell’umana comprensione. Idillio, tormento, passione e pazzia sono gli ingredienti principali che se da un lato uniscono la coppia dall’altro la dividono.

Prima insieme, poi separati e forse di nuovo insieme. Lo spettatore faticherà a decidere quale tra i due personaggi sarà quello più pazzo, se Gabrielle con le sue stranezze o Jean nell’assecondarle.

Il film è concentrato completamente sui due personaggi, su questo folle amore fatto di passione e tormentato; inizia e finisce con loro, tutti gli altri personaggi sono esclusivamente di contorno. 

Ma forse non è così quando perdi la testa per qualcuno? 

Il mondo non perde significato e sparisce completamente?

La sceneggiatura ricorda molto una Pièce teatrale e descrive benissimo, sia nei dialoghi, sia nelle pause, due persone travagliate che compiono qualunque tipo di pazzia, principalmente perché spaventate dalla forza di ciò che li lega e dagli errori commessi in passato.

Mi sono piaciuti i due attori, l’approfondimento psicologico dei personaggi, delineato durante la narrazione. Mi è piaciuta la regia ed il montaggio, che intreccia il presente a flashback del passato.

Da vedere sicuramente, ma al momento giusto, è un film in cui bisogna leggere anche ‘tra le righe’ e da accettare così com’è. 

 


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7

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