Time for Change

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Questo fino a poco fa ospitava recensioni e miei pensieri di vita. Ho deciso di effettuare un cambiamento e di seguire il mio percorso spirituale. Mi occupo di trattamenti a distanza di Heart Healing, di Channeling Silver, di Riequilibrio Energetico e di Interpretazione dei Sogni, che non sono altro che un canale di comunicazione con noi stessi, con gli altri e con le altre dimensioni.

Troverete sulla mia pagina facebook Viconia.it (se volete seguirmi mettete un mi piace!)
dei suggerimenti, curiosità, esperienza personale e tanto altro.
Sul sito gli articoli che scriverò.

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Il lato oscuro dei regali: cosa desideri?

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Non mi riferisco strettamente ai regali di Natale, il mio è un discorso a carattere generico.
Che stia scrivendo questo articolo sul blog ora, che siamo nella settimana tra Natale e Capodanno 2017, non è un caso, ma il contesto mi ha dato uno spunto di riflessione.

Ogni anno, avvicinandosi il mese di dicembre, le persone intorno a me, che usualmente mi fanno dei regali, entrano in crisi: onomastico, natale, compleanno e befana, tutto raccolto nel giro di 15 giorni.
Come  la chiusura delle scuole. 

Ogni anno mi sento fare la stessa domanda: ma tu cosa vuoi come regalo? C’è qualcosa che desideri?

Ogni anno, come anche questo, trovo il tormentone dicembrino seccante. 

I motivi sono molteplici.

Ci sono cose che vorrei, che desidero, ma questi desideri sostanzialmente restano li, chiusi, nel cassetto accanto a quello dei sogni irrealizzati. 

Perché?

1. Di certo non posso fare richieste di regali che hanno un costo esorbitante, un esempio?
Qualcuno può permettersi di regalarmi una villa a Portofino?
E non lo dico scherzando, mi piacerebbe eccome!

2. Nessuno ha superpoteri da spendere per realizzare l’irrealizzabile, allora che senso ha dire ad alta voce: vorrei la cosa X, quando so che X è impossibile da ottenere in ogni caso?
Risulterebbe più facile chiedere la Luna.

3. Ci sono i regali che non puoi chiedere per ‘colpe altrui’.
Vorresti qualcosa che non puoi avere perché chi ti sta intorno ha detto di no, e tu, non hai la libertà di scelta, non sei autonoma.
Questa  terza opzione è l’unica teoricamente  realizzabile, ma trovi la persona o la situazione di turno che ti mette i bastoni tra le ruote. 

Allora la prossima volta che a qualcuno viene in mente di chiedere ad una persona cosa desidera, forse è meglio che controlli il suo conto in banca, faccia un check up dei suoi superpoteri oppure valuti bene se vuole ascoltare una risposta che potrebbe avere un impatto tipo zappa sui piedi.

Il mio suggerimento è che, se non si vuole rientrare nelle sopraindicate categorie, forse è il caso di far partire le rotelle del cervello, di trovare un’idea, originale o banale che sia, e proseguire all’acquisto senza chiedere .

Eviterete l’imbarazzo a chi riceve la domanda o evitate di avere una risposta evasiva, oppure una che non volete ascoltare.

Viconia vi ringrazia sentitamente e spera di trovare nel 2018 un anno con assenza di domande a tema.

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The Dressmaker

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1951, Tilly torna al piccolo paesino in cui è nata e cresciuta.

Quel paesino da cui era andata via successivamente ad un evento tragico. 

Tilly porta con se tutto il suo know-how e inizia pian piano a realizzare abiti di classe per le persone di quel piccolo centro che una volta era casa sua.

Buona parte del film si basa sui contrasti tra Tilly e la madre, Tilly e gli abitanti del posto, dei loro segreti, la scoperta lenta di cosa era realmente accaduto anni addietro, ciò  che era alla base della partenza della ragazza. 

Il film è molto cinico, duro e con qualche sprazzo di simpatia qua e la. 

Funziona benissimo per la prima parte, poi man mano che ci si avvicina al finale la storia sembra perdere lentamente smalto. 

I dialoghi sono interessanti, belli i costumi, bravi gli interpreti. 

Se vi piace una storia che ricostruisce lentamente i fatti, che vuole dare alla protagonista una sorta di vendetta/riscatto, ma che ha un gusto dolce-amaro, allora può essere un film che fa per voi.

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