The other side of ...

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The other side of…

 

Potrei aggiungere “the moon” , perdendomi nel Great gig in the sky oppure citando Us and Them, che trovo stupenda; ma su questo ci tornerò alla fine, e si capirà il perché.

Però il titolo si presta anche ad un’altra citazione se ci si aggiunge la parola "love" proprio come la canzone di Jack Savoretti, che tra l’altro stanotte mi ha fatto compagnia.

La canzone, non Jack.

Meglio precisare, non si sa mai.

Questa notte, intorno alle ore 3.50, proprio nel momento in cui la maggioranza della popolazione che si trova dalla parte della terra in cui è buio, stava presumibilmente dormendo, mi sono svegliata con la voglia di sentire una canzone nello specifico.

Ti giri, ti rivolti nel letto e il sonno non torna, allora sei costretta a cedere alla tentazione, ti alzi, cerchi di non fare rumore, usi il cellulare come luce notturna, arrivi alla tua borsa, prendi il lettore mp3 e relative cuffie bianche, l’accendi e inizi a scorrere giga di musica alla ricerca della canzone incriminata.

La trovi, ti rimetti a letto cercando di non tenere il volume alto in cuffia, perché se non lo sapete, io con la musica mi ci spacco i timpani, ma la presenza di altre persone in casa impedisce di tenere a palla l’audio, specialmente di notte, quando anche un minimo rumore risulta come un boato.

Resti li, lucida e sveglia, come se non fosse notte, a sentire in loop quella canzone per almeno mezz’ora.

Poi lasci libero il lettore mp3 di riprodurre musica, ovviamente in maniera random, perché l’ordine casuale è preferibile a sentire sempre in fila le stesse cose.

Quando ascolto musica la mente vaga da sola e si faccio riflessioni, a volte stupide, a volte profonde.

Ma prima di proseguire e giungere a conclusione, ho bisogno di fare una ulteriore digressione.

Le persone non mi conoscono, almeno la maggioranza, se in questo momento facessi un sondaggio, per puro sfizio, per vedere la loro risposta alla domanda:

Secondo te, qual è la cosa che amo di più al mondo? 

Sapete cosa mi verrebbe risposto?

Quasi nessuno o forse nessuno indovinerebbe la risposta esatta, ma qualcuno potrebbe andarci vicino.

Di sicuro chi mi conosce meglio tirerebbe fuori i telefilm, il cinema, i libri, il tea, i giochi di ruolo, scrivere, e in parte avrebbero ragione, perché sono comunque cose che fanno parte della mia vita, del mio quotidiano e che mi piacciono molto.

Gli altri o sparerebbero a cavolo, come quando si va a fare un concorso a quiz e non conoscendo la risposta, mettono una crocetta a caso, altri ammetterebbero l’ignoranza in materia e la domanda resterebbe senza alcuna risposta.

Nel 1976 John Miles, un cantante inglese, incise una canzone “Music”, probabilmente la conoscete, ma non sapete chi è Miles e nemmeno il titolo della canzone e neppure l’anno in cui è stata incisa.

Vi basta googlare, troverete tutto li. In caso conoscete autore e canzone vi dico bravi e vi do una pacca sulla spalla.

La canzone in questione non ha un testo complicato, ma va dritto al punto:

Music was my first love

And it will be my last.

Music of the future

And music of the past.

To live without my music

Would be impossible to do.

In this world of troubles,

My music pulls me through.


Perché la musica è ovunque, per me è una esigenza, ho proprio difficoltà a vivere senza, è come se mi mancasse l’aria. Ascolto musica quasi sempre, ho iniziato da prima della nascita e da poppante, ringraziando mia madre che ascoltava sempre musica.

Forse se i miei mi avessero messo tra le mani uno strumento musicale da piccola ora sarei un musicista o comunque avrei intrapreso una carriera collaterale rimanendo sempre in argomento.

Non è andata così.

Amen.

Ma l’esigenza di vivere nella musica resta, è una delle poche cose di cui non posso fare a meno. 

Tutte le altre mie passioni migliorano con la musica in sottofondo,  lo scrivere, guardare un film o un telefilm soffermandomi sulla colonna sonora. Avete mai pensato a quanto possa essere importante sottolineare una scena con una musica o con una canzone, non sarebbe uguale senza.

Qualche anno fa mi rubarono lo stereo dall’auto, il mio pensiero, oltre l’effettivo danno è stato quello di “e ora come faccio a guidare senza musica nelle orecchie”?

Oppure il senso di frustrazione che mi assale quando non posso ascoltare musica se ne ho voglia, o si rompono le cuffie, o ancora se trovo il lettore mp3 scarico.

E’ da molti anni mi ritrovo in una nuova figura mitologica, metà donna metà lettore mp3, e da quando ho scoperto le gioie del lettore subacqueo, musica ti ascolto anche sotto la doccia!

Sperando che il concetto sia chiaro, quello dell’importanza che ha la musica per me, vengo al dunque di tutto questo scritto.

Questa notte, nel perpetuo loop della stessa canzone, della quale terrò per me i connotati, mi sono posta un dubbio amletico:

Perché, quando c’è da farmi un regalo nessuno pensa mai a regalarmi un bel disco?

E per disco intendo un vinile, perché qualcuno un cd me l’ha regalato qualche anno fa, facendo anche un’ottima scelta, Nina Simone (documentatevi se non sapete chi è, certe lacune vanno colmate assolutamente).

Perché le persone tendono a fare acquisti, comprando ciò che piace a loro, raramente pensando a cosa possa piacere a chi riceve il regalo. Ovvio, che i dvd, gadget a tema telefilm, cose da tea o per il gioco di ruolo &co, sono sempre cose altamente gradite.

Ma a volte ricevo regali che mi fanno cadere le braccia.

Per cui i miei ragionamenti mi hanno portata a pensare che è in parte colpa mia, che le cose a cui tengo realmente e tanto le trattengo, come se volessi evitare che vengano sciupate.

Ora lo sapete, invece delle mutande e dei calzini, se proprio dovete farmi un regalo, regalatemi un LP .

Anche se è un doppione, va bene lo stesso, non lo scambierò con uno che non ho, come si fa con le figurine. I vinili sono fragili, averne uno di scorta non fa mai male.

The other side of me.

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