Pane e Tulipani

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la storia è carina, ma il film nel suo complesso non è questa gran cosa... mi riferisco alla parte tecnica che purtroppo nei prodotti nostrani spesso è alquanto scarsa... ci sono punti in cui il montaggio mi ha lasciata perplessa, scene male illuminate.

Il film mi da molto l'idea del 'fatto in casa'

Tra l'altro le cose che mi son venute da pensare sono:
- la protagonista che sta per almeno 2 giorni con gli stessi vestiti addosso... e la cosa mi ha fatto alquanto senso, il pensiero di non avere neanche la biancheria di ricambio mi raccapriccia

- mi 'sconvolge' che a volte un perfetto estraneo possa vedere in profondità, ciò che sei veramente e ciò che realmente può renderti felice, mentre chi ti sta accanto da una vita non l'ha mai capito e forse non gli interessa neanche sapere chi sei in realtà

- la scoperta che a volte si può essere felici in una casa non alla moda, con pochi accessori, con 2 cambi d'abito sentendo la libertà di essere se stessi e di fare ciò che ci piace.

Il finale è quello diciamo classico da 'favoletta, ma mi chiedo quante persone in quella situazione avrebbero davvero agito così?
Un conto è mollare un marito fedigrafo incazzoso che ti vede solo come la colf di casa , un'altro è mollare 2 figli ... ma dal film nn si evince realmente come si assestano le cose con la vecchia e nuova famiglia riguardo le situazioni, non lo so, credo che alcune cose sono un pò 'forzate' e poco realistiche rispetto a ciò che vedo intorno a me.... fosse anche il fatto di accettare un posto per dormire una notte e poi restare in casa di un perfetto sconosciuto ... come è irreale fare l'autostop.

Sarebbe bello essere liberi e fare ciò che si vuole ed esserne felici, ma credo che un pò per impostazione mentale, un pò per carattere una sorta di riscatto come quello della donna del film capiti una volta su un miliardo.

Per questo dicevo che era poco realistico... perchè puoi anche 'scappare' e prenderti una 'vacanza' ma non sempre trovi chi ti ospita, una vicina di casa amica e una fisarmonica nell'armadio.

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3

Masaniello

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Ho assistito alla prima napoletana dell'edizione invernale del 2009 di questo splendido musical. Ora chi mi conosce bene sa che i musical mi piacciono moltissimo e di conseguenza penserà che sono molto di parte nel commentare questo tipo di spettacolo.

La mia nota vuole essere un condividere ciò che ho visto, provato e sentito durante la visione dello spettacolo, che di per se è già di buon livello ma secondo me con qualche piccolo accorgimento potrebbe raggiungere un livello ancora più alto.

Lo spettacolo è stato molto bello, mi è piaciuto tantissimo, i costumi erano stupendi, le luci abbastanza buone, l'atmosfera coinvolgente. Purtroppo avendo come posto un palco al 4° livello ci sono state delle scene in cui ho visto soltanto i piedi degli attori.

Mi sono chiesta... visto che non sono stati messi i sottotitoli, [il musical è in napoletano] come mai non hanno pensato a togliere lo schermo e quel telo scuro da permettere una completa visuale del palco?

Per fortuna scene 'alte' ce ne sono poche.

La storia viene narrata con semplicità risultando facilmente comprensibile anche a chi non la conosce e ne fa un punto di forza, forse l'unico *neo narrativo* sta nel fatto che alcune voci maschili risultavano simili come timbro e a volte ho avuto difficoltà a capire quale personaggio stesse cantando, ho dovuto cercare sul palco chi cantava, era un pò complicata quando in scena erano presenti molti personaggi.

Le scenografie mi sono piaciute, semplici ed essenziali, mirate a caratterizzare ogni singola scena. Gli interpreti, tutti bravissimi con una protagonista sopra le righe, Arianna che interpreta la moglie di Masaniello è riuscita a trasmettere tutto il tormento, il dolore, la preoccupazione che provava il suo personaggio e questo fin dalla prima scena. Mi ha emozionata a tal punto da farmi venire i brividi.

Non posso dire la stessa cosa della Madre di Masaniello, che seppure è stata bravissima, non è riuscita a trasmettermi altrettanto nonostante il suo ruolo era drammatico come quello di Bernardina.

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7

30 giorni di buio

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30 giorni di buio è un horror abbastanza crudo dove i vampiri sono veramente 'cattivi'.

Forse non farà particolarmente paura, a me non ne ha fatta, ma qualche scena mi ha fatto provare un senso di nausea.

E' ben realizzato, la colorazione è particolare, poco satura di alcune tonalità di colore e carica di altre, come per esempio il sangue.

C'è una forte dominanza di blu e di bianco. Ricostruisce egregiamente il fumetto da cui è tratto almeno per quanto riguarda la grafica.

La storia si lascia guardare, avrei qualcosa da ridire sulla visione dei vampiri, ma poi ognuno interpreta il mito a modo suo, ma almeno i canoni standard cioè la luce del sole e la decapitazione sono stati rispettati.

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8

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