Il mondo alla fine del mondo di Luis Sepúlveda.

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Come sempre Sepùlveda mi sorprende positivamente con i suoi libri. Temi anche non s facili sono trattati con naturalezza e semplicità. La narrazione è scorrevole e piacevole.

"Il mondo alla fine del mondo" è uno dei primi romanzi dell'autore ed ha una ambientazione ecologista. E' un racconto che prende spunto da una situazione già avvenuta e da una ricerca fatta successivamente al fine di chiarire i fatti.

La caccia alle balene, ormai vietata dalla legge,viene ancora attuata da persone senza scrupoli che, per passare inosservati utilizzano uno strataggemma  cercando di fare i "fantasmi".

Il narratore della storia, che è anche il protagonista, sulla base di una segnalazione da parte di una persona si mette in viaggio verso i luoghi in cui è stata segnalata l'irregolarità e vedrà con i proprio occhi quanto realmente sta accadendo.

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6

Australia

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Sono andata a vedere questo film senza preoccuparmi del fatto che durasse tanto, sono abiutata a vedere film non facili o lunghi,anche se ultimamente sembra che si stia prendendo l'abitudine di superare le due ore, come se meno tempo non sia più sufficiente a raccontare degnamente una storia.


Partiamo dal presupposto che adoro il regista ed il suo modo di raccontare vicende, il suo modo di vedere le cose anche se spesso hanno finale tragico come in Romeo+Juliet e Muline Rouge che  ne sono l'esempio lampante... anche se un pò di *speranza* ce l'aveva regalata con Ballroom :)

Il film narra una storia che ha molti risvolti drammatici e lo fa attraverso gli occhi di un bambino sangue misto, un bellissimo bambino dai profondi occhi neri, un bambino che ha in se parte della cultura dei bianchi e parte di quella arborigena.


Questo punto di vista conferisce alla narrazione un effetto ovattato nonostante la durezza ed il forte impatto emotivo di molte situazioni.

"Somewhere over the rainbow" fa da sottofondo a tutto il film, sia che la canti la Kidman, che la intoni il ragazzo o che venga suonata.

E' la storia di mondi diversi, di mentalità diverse, che si incontrano e che se all'inzio si scontrano poi si amalgamano benissimo. E' una storia dello stravolgimento di vite umane che erano abituate a ritmi e modi completamente opposti che  si ritrovano "sotto sopra".

L'Australia ne esce come una terra bellissima e selvaggia che ricorda tanto il farwest Americano; non solo, le riprese aeree sono bellissime e ci danno una prospettiva particolare  e spettacolare del paesaggio, per non contare le scene in controluce dove i soggetti umani e la natura sono solo delle sagome nere che si stagliano su dei tramonti dai colori stupendi.


Le riprese esono tutte ferme, fatte con carrelli o craine, quasi nessuna ripresa a spalla per fortuna :) non solo,  sono"decentrate" conferendo una prospettiva diversa o una sensazione di movimento all'immagine proiettata.


Le illuminazioni notture stupende.
Mi è piaciuto molto anche il montaggio, forse l'unica cosa che mi ha dato fastidio era il passaggio tra le scene di notte a quelle di giorno, in cui si passava dal buio alla luce ed era un pò come avere un fash in faccia.

Nicole è divina, io l'adoro è bellissima e bravissima. Il bambino è meraviglioso. Hugh Jackman ricorda molto Clint Eastwood  specialmente nelle prime inquadrature in cui appare nel film.

Premi vinti
3 Satellite Awards 2008: miglior scenografia, miglior fotografia, migliori effetti visivi 

Sito ufficiale

Sito ufficiale italiano

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7

Revolutionary road

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Tecnicamente mi aspettavo qualcosa di più, diciamo che il film se ne esce senza lode ne infamia.
Alcune scelte di narrazione non mi sono piaciute, non parlo di errori tecnici, ma di scelte di ripresa, di montaggio e di colore.


Per fare un esempio, ho trovato carina la prima sequenza, quella in cui si incontrano ad una festa fosse molto satura di 'giallo' dando un enfasi alla situazione, probabilmente mi aspettavo si rivedesse qualla dominante di colore nei pochi flash back che ci sono in senguito... un pò per rimarcare la differenza di animo, un pò per staccare la narrazione al presente con quella passata.

Altra cosa... le riprese fatte a spalla o a mano... io non le sopporto proprio a meno che non siano proprio necessarie , ma quando sono dei campi e contro campi di soggetti fermi ... perchè far venire la ripresa tremolante???

Infine, non è di mio gradimento guardare scene in cui ci sono 2 o più soggetti che parlano e tenere sempre a fuoco solo quello che si trova sullo sfondo e non quello in primo piano. Non dico sia un errore, ma una scelta tecnica che non rientra nei miei gusti.

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7

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