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Il lato oscuro dei regali: cosa desideri?

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Non mi riferisco strettamente ai regali di Natale, il mio è un discorso a carattere generico.
Che stia scrivendo questo articolo sul blog ora, che siamo nella settimana tra Natale e Capodanno 2017, non è un caso, ma il contesto mi ha dato uno spunto di riflessione.

Ogni anno, avvicinandosi il mese di dicembre, le persone intorno a me, che usualmente mi fanno dei regali, entrano in crisi: onomastico, natale, compleanno e befana, tutto raccolto nel giro di 15 giorni.
Come  la chiusura delle scuole. 

Ogni anno mi sento fare la stessa domanda: ma tu cosa vuoi come regalo? C’è qualcosa che desideri?

Ogni anno, come anche questo, trovo il tormentone dicembrino seccante. 

I motivi sono molteplici.

Ci sono cose che vorrei, che desidero, ma questi desideri sostanzialmente restano li, chiusi, nel cassetto accanto a quello dei sogni irrealizzati. 

Perché?

1. Di certo non posso fare richieste di regali che hanno un costo esorbitante, un esempio?
Qualcuno può permettersi di regalarmi una villa a Portofino?
E non lo dico scherzando, mi piacerebbe eccome!

2. Nessuno ha superpoteri da spendere per realizzare l’irrealizzabile, allora che senso ha dire ad alta voce: vorrei la cosa X, quando so che X è impossibile da ottenere in ogni caso?
Risulterebbe più facile chiedere la Luna.

3. Ci sono i regali che non puoi chiedere per ‘colpe altrui’.
Vorresti qualcosa che non puoi avere perché chi ti sta intorno ha detto di no, e tu, non hai la libertà di scelta, non sei autonoma.
Questa  terza opzione è l’unica teoricamente  realizzabile, ma trovi la persona o la situazione di turno che ti mette i bastoni tra le ruote. 

Allora la prossima volta che a qualcuno viene in mente di chiedere ad una persona cosa desidera, forse è meglio che controlli il suo conto in banca, faccia un check up dei suoi superpoteri oppure valuti bene se vuole ascoltare una risposta che potrebbe avere un impatto tipo zappa sui piedi.

Il mio suggerimento è che, se non si vuole rientrare nelle sopraindicate categorie, forse è il caso di far partire le rotelle del cervello, di trovare un’idea, originale o banale che sia, e proseguire all’acquisto senza chiedere .

Eviterete l’imbarazzo a chi riceve la domanda o evitate di avere una risposta evasiva, oppure una che non volete ascoltare.

Viconia vi ringrazia sentitamente e spera di trovare nel 2018 un anno con assenza di domande a tema.

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The other side of ...

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The other side of…

 

Potrei aggiungere “the moon” , perdendomi nel Great gig in the sky oppure citando Us and Them, che trovo stupenda; ma su questo ci tornerò alla fine, e si capirà il perché.

Però il titolo si presta anche ad un’altra citazione se ci si aggiunge la parola "love" proprio come la canzone di Jack Savoretti, che tra l’altro stanotte mi ha fatto compagnia.

La canzone, non Jack.

Meglio precisare, non si sa mai.

Questa notte, intorno alle ore 3.50, proprio nel momento in cui la maggioranza della popolazione che si trova dalla parte della terra in cui è buio, stava presumibilmente dormendo, mi sono svegliata con la voglia di sentire una canzone nello specifico.

Ti giri, ti rivolti nel letto e il sonno non torna, allora sei costretta a cedere alla tentazione, ti alzi, cerchi di non fare rumore, usi il cellulare come luce notturna, arrivi alla tua borsa, prendi il lettore mp3 e relative cuffie bianche, l’accendi e inizi a scorrere giga di musica alla ricerca della canzone incriminata.

La trovi, ti rimetti a letto cercando di non tenere il volume alto in cuffia, perché se non lo sapete, io con la musica mi ci spacco i timpani, ma la presenza di altre persone in casa impedisce di tenere a palla l’audio, specialmente di notte, quando anche un minimo rumore risulta come un boato.

Resti li, lucida e sveglia, come se non fosse notte, a sentire in loop quella canzone per almeno mezz’ora.

Poi lasci libero il lettore mp3 di riprodurre musica, ovviamente in maniera random, perché l’ordine casuale è preferibile a sentire sempre in fila le stesse cose.

Quando ascolto musica la mente vaga da sola e si faccio riflessioni, a volte stupide, a volte profonde.

Ma prima di proseguire e giungere a conclusione, ho bisogno di fare una ulteriore digressione.

Le persone non mi conoscono, almeno la maggioranza, se in questo momento facessi un sondaggio, per puro sfizio, per vedere la loro risposta alla domanda:

Secondo te, qual è la cosa che amo di più al mondo? 

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