Suits - prima stagione

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Suits è un legal – drama ambientato a NY, un altro legal molto simile a altri telefilm dello stesso genere. Ho recuperato di recente la prima stagione, l’unica ad essere già andata in onda oltreoceano e sono in attesa della seconda. 

Mike Ross è dotato di una memoria eidetica, tema già sfruttato in alcuni telefilm tra cui Chuck e  Psych. Mike guadagna soldi sostenendo gli esami di ingresso alla facoltà di legge per conto di studenti che non riescono a superarli. Quando il suo amico per la pelle, Trevor, gli chiede di fare una losca consegna  in una camera di un hotel Mike lo asseconda.  

Per fortuna Mike si accorge della presenza di alcuni poliziotti, capisce di trovarsi in una trappola e per dissimulare il motivo della sua presenza nella struttura alberghiera, finisce per fare un insolito colloquio di lavoro per uno studio legale .

Harvey Specter, sorpreso dalle capacità del ragazzo e cosciente che Mike non ha realmente una laurea in legge presa ad Harvard, lo assume lo stesso come associato junior.

Da qui prenderanno poi il via le vicende personali di Mike, il suo nuovo lavoro, i nuovi colleghi e il suo rapporto con Harvey.

Il telefilm si presenta in  maniera intelligente, con dei personaggi ben caratterizzati e un’ottima tecnica di realizzazione. Battute pungenti e citazioni famose di film sono spesso presenti nei copioni. 

Il telefilm nel complesso è gradevole, i due protagonisti hanno una buona interazione e anche il resto del cast è stato scelto in maniera oculata.

Però, nonostante le premesse entusiastiche di chi me l’ha consigliato,  Suits non mi ha pienamente convinta.

A volte i dialoghi tra i personaggi sono troppo veloci e non riesco a stargli dietro;  ma non solo i dialoghi è  un po’ tutto il telefilm  ad essere molto veloce. Io l’ho visto in lingua originale con i sottotitoli, ne vedo tanti di telefilm così, è la prima volta che mi capita di dovermi fermare e tornare indietro perché non son riuscita a seguire tutto.

Una cosa che non mi ha convinto, in dodici episodi, ogni causa portata avanti di Harvey e Mike viene vinta sempre. Spesso, come accade nei più classici dei cliché, c’è un lampo di genio a pochi minuti dalla fine che risolve una situazione complicatissima e senza speranza.

Anche i migliori avvocati possono perdere una causa, e perderne anche solo una su tutte quelle affrontate renderebbe umana la figura di avvocato, lo renderebbe reale.In Suits Harvey sembra essere un superuomo imbattibile.

Veniamo al personaggio di Mike, che secondo me è quello più interessante di tutta la serie, però, si perché c’è un però: ma a NY quando assumono, specialmente in uno studio legale, un controllo delle credenziali, che ne so, della laurea in legge, non si fa?

Non solo, in dodici episodi Mike combina un bel po’ di pasticci e ne esce sempre miracolato e sempre con una ‘seconda possibilità’. Allora mi chiedo: non controllano le credenziali ed hai possibilità pressoché infinite dopo gli errori commessi, dove sono nella realtà studi legali tanto tolleranti?

A questo punto non mi resta che aspettare la messa in onda della seconda stagione per vedere se davvero sono così imbattibili come sembrano.

 

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