Shame

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Ho riflettuto molto su questo film prima di decidermi a scriverne la recensione. Il problema grosso è che, nonostante abbia apprezzato la parte tecnica e la recitazione, il film non mi è piaciuto.

Partiamo dalla musica, troppo assordante e ‘martellante’, fino a farmi pensare che avrei voluto un pulsante per spegnerla, un po’ come si può fare su alcuni siti web, per poter continuare la visione del film senza contributo sonoro.

Alcune sequenze erano troppo lunghe, credo fosse un po’ inutile restare tanto tempo su una sola inquadratura fissa, mi veniva da dire: si, ok, ho visto, passiamo avanti?

Secondo me è un film che prova ad osare fin dalle prime immagini. E’ un film crudo e duro. E’ un film che parla di solitudine, di sofferenza, ma lo fa in maniera fredda, distaccata. 

Il problema grosso è che i due fratelli, Brandon e Sissi, avrebbero dovuto farmi provare delle emozioni, vivendo entrambi una condizione di estremo disagio, ma nessuno dei due personaggi è riuscito a toccarmi, a farmi provare qualcosa.

Non c’è riuscito il personaggio di Brandon con la sua dipendenza dal sesso, non c’è riuscita Sissi con il suo morboso attaccarsi al qualcuno di turno. 

Il rapporto tra i due fratelli e il rapporto di ciascuno di loro nei confronti delle proprie difficoltà sono affrontati in modo poco coinvolgente e convincente. 

Ovviamente questa è la mia opinione, ciò che ho provato, o meglio che non ho provato alla visione della pellicola.

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