Ritorno a Brideshead

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Questo film, con una ambientazione anni venti,  tratto dal romanzo “Ritorno a Brideshead - Le memorie sacre e profane del Capitano Charles Ryder” dello scrittore inglese Evelyn Waugh,   racconta una storia interessante dal punto di vista sociale di quel periodo storico.

Charles Ryder è uno studente con la passione per la pittura, vive in un quartiere popolare ma riesce ad iscriversi ad Oxford. Nella prestigiosa università fa amicizia con il ricchissimo, sensibile, fragile, fuori dagli schemi, ed omosessuale Sebastian Flyte.

L’amicizia tra i due cresce tanto che Sebastian invita Charles a casa sua, dapprima per una visita, dove Charles resta sbigottito dalla grandezza e bellezza di Brideshead nascosta da lenzuoli di stoffa bianca, poi dal vederle quei luoghi di nuovo abitati dalla famiglia di Sebastian durante l’estate che trascorre con loro. 

Charles farà la conoscenza con la madre del suo amico, una donna tremendamente ossessiva e religiosa, ma moralmente violenta nei confronti dei figli, e con Julia, la sorella anticonformista di Sebastian. 

L’omosessualità, l’imminente scoppio della seconda guerra mondiale, lo scontro tra classi sociali, il contrasto tra ateismo e religione, la nobiltà inglese in decadenza, sono solo una parte delle tematiche trattate all’interno della storia. Troppe per essere approfondite per bene, ma nel complesso il film risulta essere gradevole, nonostante la drammaticità degli eventi e dei forti sentimenti, spesso contrastanti, che si evincono della singole situazioni in cui si trovano i vari personaggi.

Le atmosfere, i luoghi, la ricostruzione storica, i costumi e la fotografia sono molto curati, ottima la prova attoriale del cast, che incarna perfettamente i personaggi.

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