Notte senza fine di Richard Laymon

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Se avete voglia di imbarcarvi in una avventura che vi farà trattenere il fiato dall’inizio alla fine, se siete amanti del genere non potete non leggere questa storia.

Notte senza fine è  pazzesco, accattivante, cattivo, duro, brutale. La storia travolge e  trascina con se in un crescendo di situazioni avvincenti, anche se a tratti davvero dure, allucinanti e disgustose da digerire. 

Siamo nel quartiere residenziale di Los Angeles, la sedicenne Jody  resterà a dormire della sua amica Evelyn.

Durante la notte Jody si sveglierà dopo aver sentito dei rumori. Le due ragazze apriranno la porta per uscire in corridoio, ma la povera Evelyn sarà colpita da una lancia che la trapasserà e per poco non colpirà Jody. 

E’ questo l’inizio di una notte senza fine. 

Se Jody non si fosse svegliata sarebbe morta con tutta la famiglia della sua amica, invece riuscirà ad uscire dalla casa insieme ad Andy, il fratello dodicenne di Evelyn.

I due ragazzi inizieranno una fuga da questo gruppo di pazzi sanguinari, che completamente rasati e vestiti con dei gonnellini hanno trucidato una famiglia.

Troveranno rifugio in una casa vicina e quando li raggiungeranno  saranno costretti a scappare nel bosco, con la vana speranza di far perdere le loro tracce.

Simon, uno della banda, viene lasciato indietro dai compagni per trovare i due ragazzi e farli fuori in quanto testimoni scomodi delle loro malefatte.

Da qui inizierà la doppia narrazione, il punto di vista di Jody e Andy e quello di Simon. 

Il lettore avrà modo di comprendere quale patto assurdo lega questi malviventi pazzi e sadici, quali altre malefatte hanno compiuto per diventare ciò che sono.

Notte senza fine è adrenalinico, la tensione sale a mille, e tenere l’attenzione tanto alta non è una cosa semplice. 

Molte sono le scene di violenza, dure, brutte, raccapriccianti, descritte minuziosamente. Ci saranno pensieri assurdi, quelli di Simon, che ad una persona normale e sana di mente risulteranno come un cazzotto nello stomaco, ma non faranno passare la voglia di andare avanti.

E’ un racconto che, seppure tratta delle tematiche forti e non è rivolto a chi è debole di stomaco, si lascia leggere tutto d’un fiato. 

Ho trovato particolarmente interessante il punto di vista del cattivo, di Simon, leggere ciò che pensa, il modo in cui ragiona, il perché compie determinati gesti non lo rende più umano agli occhi del lettore ma fornisce una logicità, seppur tutta sua, rispetto a ciò che normalmente farebbe una persona sana di mente.

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