Irrational Man

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Questo film  è a tratti sotto tono, come in buona parte è sotto tono il personaggio di Abe, il protagonista. Joaquin Pheonix è bravo, lo è sempre, lo è anche qui nell’interpretare un professore di filosofia che dopo dei trascorsi dai risvolti drammatici, che si ingigantiscono sempre di più man mano che passano di bocca in bocca, come  gossip del momento nella piccola cittadina dove sta per trasferirsi.

Abe arriva in città, è un uomo che nonostante sia in una fase no della sua vita, ha un suo fascino, tanto da colpire molto l’interesse di una delle sue giovani allieve. Un uomo che è l’ombra di se stesso, apatico, annoiato, depresso e dedito all’alcol. Impotente fisicamente ed emotivamente. Vive la sua piatta esistenza, insegnamento filosofico a parte, dividendosi tra le avances di Rita, che vorrebbe lasciare il marito per fuggire via con lui in Spagna e la giovane Jill, che pende dalle sue labbra, diventa la sua migliore amica ed è palesemente interessata a lui.
Un giorno, mentre Abe si trova in un caffè con Jill, ascoltano le chiacchiere dei vicini di tavolo, dove una donna si lamenta della cattiveria del giudice che sta seguendo la sua causa per l’affidamento dei figli.
 
È qui che in Abe si accende una lampadina: e se il mondo fosse un posto migliore senza quel giudice cattivo? Se uno sconosciuto potesse risolvere i problemi della donna?
Abe trova finalmente due motivi, il giudice e la sua musa Jill, per scrollarsi da quel grigiore che l’ha contraddistinto fin dall’inizio della storia, tranne per una sera in cui, in un impeto di follia acuta, prende una pistola gioca alla roulette russa da solo, ruotando più volte il tamburo e risparandosi alla tempia, lasciando interdetti tutti i presenti, compresa la stessa Jill che lo porta via.
Abe ora ha motivi per muoversi, che lo rendono attivo e inizia a riprendere vita, a pianificare ed ad organizzare.
Ma come tutte le persone che hanno atteggiamenti distruttivi ed eccessivi, questi tendono ad essere sempre esagerati nelle cose che fanno,  nel bene e nel male, perché di base non hanno un buon equilibrio,  e di conseguenza non riescono a gestire nessuna azione in modo stabile. 
Cosa succederà? Per saperlo dovete vedere il film, ho già detto troppo sulla trama. 
Riguardo l’aspetto tecnico ho poco da dire, è un film fatto bene, come del resto anche i precedenti di Allen.  La sceneggiatura, i dialoghi sono meno brillante rispetto a molti dei suoi lavori precedenti, forse è voluto, forse no. Consiglio la visione a chi è fan di Woody Allen, ricordando di non aspettarsi grandi cose, ma di prendere il film per quello che è, la storia di un uomo e della sua condizione emotiva.  
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