Intervista col vampiro di Anne Rice

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Un Libro a mio avviso veramente molto bello e che merita di essere letto dalla prima all'ultima parola.

Proprio come dice il titolo, un vampiro concede un intervista ad un giornalista e racconta tutta la sua storia, da prima di essere abbracciato  all'incontro con una bambina di 5 anni che poi diventa vampira, fino al momento in cui rilascia l'intervista. Louis è molto 'umano' come vampiro, ed è proprio questa caratteristica e la sua perenne malinconia a fare amare il personaggio molto di più del folle ed eccentrico Lestat.
Questo è il punto in cui Louis racconta di Claudia, la bambina di 5 anni che hanno vampirizzato.

“Claudia era la mia compagna, la mia alunna; oh, le lunghe ore che passava con me, consumando sempre più velocemente la conoscenza che le offrivo, dividendo con me una pacata comprensione che non poteva includere Lestat. All’alba si coricava con me, il suo cuore pulsante contro il mio cuore, e molte volte quando la guardavo - quand’era intenta alla sua musica o a dipingere, e non sapevo che ero nella stanza – pensavo che quello che avevo vissuto con lei e con nessun altro, pensavo che l’avevo uccisa, le avevo tolto la vita, avevo bevuto fino in fondo il suo sangue in quell’abbraccio fatale prodigato a tanti altri, altri che ora marcivano nella terra umida. Ma lei viveva, viveva per gettarmi le braccia al collo, premere il suo minuscolo arco di Cupido sulle mie labbra e accostare i suoi occhi brillanti ai miei finchè le nostre ciglia si toccavano e, ridendo, volteggiavamo per la stanza come presi da un valzer più sfrenato. Padre e figlia; innamorato e innamorata.”

questa mi è piaciuta molto, c'è una forte tristezza, non è facile vivere per sempre avendo l'aspetto di un ragazzo e la mente di una essere molto vecchio:

“… sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d’argento che batte nel vuoto…”

questo è un altro punto che ho trovato molto malinconico, Louis e Claudia sono su una nave, ovviamente di giorno dormono e di notte sono in giro su di essa.
Dopo secoli passati a vivere di notte lui non ricorda più  il colore del mare, questa scena mi ha toccato molto:

“Avrei voluto che quelle acque fossero azzurre. Ma non lo erano. Erano acque della notte, e quanto soffrii allora, sforzandomi di ricordare i mari che i sensi di un giovane semplice avevano ritenuto ovvi, che una memoria indisciplinata aveva lasciato scivolar via per l’eternità. Il Mediterraneo era nero, nero al largo delle coste dell’Italia, nero al largo delle coste della Grecia, sempre nero, e ancora nero quando, nelle brevi, fredde ore che precedono l’alba, quando anche Claudia dormiva, stanca per le letture e per i magri pasti che la prudenza concedeva alla fame da vampiro, calavo una lanterna finchè la fiamma risplendeva proprio sopra le acque sciabordanti; e nulla veniva alla luce su quella superficie oscillante fuorché la luce stessa, il riflesso di quel raggio che viaggiava sempre con me, un occhio immobile che pareva fissarmi dalla profondità del mare e dirmi:’ Louis, la tua ricerca è solo per l’oscurità; questo mare non è tuo, i miti e i tesori degli uomini non sono i tuoi’. “

e qui di seguito ci sono altri pezzettini che ho trovato veramente belli

“Lontano dalle strade che ci siamo lasciati dietro, lontano da ciò che ora vedo nei tuoi occhi; perché io do voce a pensieri che per me sono solo semplici considerazioni…”

“La pioggia cadeva in aghi luccicanti sui miei occhi….”

“Ero in quei rari momenti in cui mi sembra di non pensare a nulla. La mia mente non aveva forma”

“.. mi rinchiusi come un ragno nella fiamma d’un fiammifero.”

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