Il mondo alla fine del mondo di Luis Sepúlveda.

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Come sempre Sepùlveda mi sorprende positivamente con i suoi libri. Temi anche non s facili sono trattati con naturalezza e semplicità. La narrazione è scorrevole e piacevole.

"Il mondo alla fine del mondo" è uno dei primi romanzi dell'autore ed ha una ambientazione ecologista. E' un racconto che prende spunto da una situazione già avvenuta e da una ricerca fatta successivamente al fine di chiarire i fatti.

La caccia alle balene, ormai vietata dalla legge,viene ancora attuata da persone senza scrupoli che, per passare inosservati utilizzano uno strataggemma  cercando di fare i "fantasmi".

Il narratore della storia, che è anche il protagonista, sulla base di una segnalazione da parte di una persona si mette in viaggio verso i luoghi in cui è stata segnalata l'irregolarità e vedrà con i proprio occhi quanto realmente sta accadendo.

E' un racconto ben scritto, sostanzialmente di denuncia rispetto a chi elude la legge, a chi chiude gli occhi e fa finta di non vedere.
E' il racconto di quelle poche persone che con grossi sforzi cercano di dare luce non solo alle irregolarità ma alle barbarie che gli uomini compiono verso gli animali.

Le scene di caccia alle balene sono davvero raccapriccianti e chi ama gli animali oppure è particolarmente sensibile non può non essere colpito dal modo in cui venivano pescati e martoriati questi cetacei.

E' la dimostrazione di cosa è possibile fare con un semplice foglio di carta contraffatto e con una nave teoricamente rottamata ma che praticamente solca ancora i nostri mari.

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