il giorno in cui fu ucciso il leader di nagib mahfuz

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Questo romanzo è uno squarcio breve e profondo sulla situazione politica e sociale dell’Egitto nei primi anni ottanta. Ripercorre un lasso di tempo che culmina con l’uccisione di Sadat, e mostra attraverso la narrazione in prima persona di tre personaggi la situazione egiziana di quel periodo.

È evidente la difficoltà con cui la popolazione media va avanti, lavorano tanto, tutti ma gli stipendi di una famiglia intera messi insieme sono a stento sufficienti per tirare avanti.

Le tradizioni, la cultura, i valori sono ben resi da Muhtashimi Zayed, uomo anziano e una delle tre voci narranti. Un ex educatore oramai in pensione che ha vissuto vari cambi di regime, periodi floridi e periodi di crisi. 

La situazione dei giovani o di chi lavora è vista dalla duplice narrazione di Elwan e Randa.

Elwan è il nipote di Muhtashimi, fidanzato storico di Randa. I due giovani, nonostante lavorino tanto entrambi, non hanno i mezzi per potersi sposare e questa situazione di stallo diventa sempre più pesante per loro e per le rispettive famiglie.

Il libro è diviso a capitoli, i tre personaggi si alternano ciclicamente e narrano in prima persona un pezzo di storia, dando spesso una prospettiva diversa sulla stessa situazione.

Essendo narrata da persone comuni, la storia trasmette tutto ciò che era il mondo in quegli anni in quel luogo; non solo, è ben chiaro anche il conflitto generazionale tra chi ha vissuto molte esperienze e periodi migliori contro chi conosce solo questa società e ne subisce le conseguenze restando inerme.

Nonostante la drammaticità della situazione, degli eventi, la narrazione è semplice, scorrevole e la storia appassionante. 

 


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