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Django Unchained

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Ho recuperato soltanto di recente questo film, rigorosamente visto in lingua originale, che rispetta tutti i marchi di fabbrica dei film di Tarantino.

C’è violenza, più di quanta sarebbe realmente necessaria, ci sono scene lente, scene splatter,  è esteticamente ben curato, ha una carrellata di attori degni di nota, la colonna sonora è eccellente, i dialoghi a volte interessanti.

Sono alquanto perplessa per la vincita del premio Oscar alla sceneggiatura originale, (Christoph Waltz ha meritato il suo con una bella interpretazione), cosa c’è di originale nel film? Non era migliore l’idea di Pulp Fiction che si è aggiudicata in passato la dorata statuetta?

Forse è originale lo schiavo libero che fa il cacciatore di taglie e che va alla ricerca della moglie?  Francamente, a parte questo particolare  tutta questa originalità nella storia non l’ho trovata, anzi  è alquanto banale e scontata dall’inizio fino alla fine. 

Pensi  che un  personaggio muore? Quel personaggio muore.

Pensi che sta per arrivare una strage? Eccola che arriva con una furia devastante. 

Non sono una fan di Tarantino, ma ho apprezzato altri suoi lavori, probabilmente questo film è adatto a chi lo ama incondizionatamente, qualunque cosa possa produrre.

Il film non ha lasciato niente, nessuna emozione, l’ho visto e percepito  solo come  un prodotto ben confezionato e uno sfoggio di tecnica e stile.

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6

Her

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Her è un film sociologicamente  e psicologicamente interessante, ambientato in un futuro non troppo lontano da oggi, ma nello stesso momento “vintage”.

Di sfondo troviamo una società molto moderna che vive in simbiosi con la tecnologia. Lo stile e il look dell’ambientazione invece, nei materiali, colori e forme, ricorda tanto il periodo degli anni 70.

Potrei fare un riassunto della storia, ma preferisco che chi è interessato alla sua visione scopra cosa accade guardando il film,  perché bisogna gustarne ogni singolo fotogramma.

Spike Jonze esplora un rapporto tra due personaggi, un uomo e un sistema operativo, resi magistralmente dal bravissimo Joaquin Phoenix e dalla voce di Scarlett Johansson, si l’ho visto in lingua originale, ma mi chiedo cosa sia  successo nella versione doppiata.

La morale della favola, per me, è che quando ami, ami e basta, non cambia nulla se l’altra persona è solo una voce, è ciò che rappresenta per te a renderla speciale; finisci col renderti conto che non c’è poi differenza rispetto a rapporti di coppia in cui entrambi sono degli esseri umani.

Il film mi è piaciuto molto sotto tutti i punti di vista, sia per l’aspetto estetico, per la regia, per la sceneggiatura ed ha anche una colonna sonora di tutto rispetto.

Da vedere senza ombra di dubbio.

 

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9

Before Midnight

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Avrebbero dovuto aggiungere come sottotitolo: per fortuna domani è un altro giorno.

Come nei due film precedenti si seguono Jesse e Celine nel loro girovagare, in quest’ultima puntata, durante un intero giorno fino ad un attimo prima dello scoccare della mezzanotte.
Troviamo i due attori invecchiati, specialmente lui, e ingrassati, lei in particolar modo, che danno vita a due personaggi spenti, tristi e gravati dal peso delle scelte fatte, dal quotidiano, dai problemi irrisolti e dalla mancanza di vero dialogo.
Non ci sono più i due giovani che si sono incontrati su un treno ed hanno trascorso una notte intera per le strade di Vienna, non ci sono più l'uomo e la donna che hanno camminato tra i vicoli parigini felici di essersi incontrati di nuovo, di quelle due persone, di quella atmosfera è rimasta solo un’ombra sfocata.

La Grecia, nello specifico la zona del Peloponneso, è una splendida cornice che ci accompagna nella triste delusione, la nostra come spettatori, nel vedere la fine di quella che avevamo immaginato come una bella favola, l'incontro magico che ogni romantico vorrebbe vivere, quell'essere destinati a stare insieme nonostante tutto, compreso il vivere in due continenti diversi.

Però il film è realistico, anche l'amore più vero e forte viene messo alla prova dalla vita, dal quotidiano, dalle difficoltà.

Per quanto abbia trovato spiazzante questo capitolo della storia ho apprezzato il suo realismo, per fortuna non è stata rifilata allo spettatore una versione romanzata e finta in cui tutto fila sempre liscio e non esistono problemi.
Jesse si sente oppresso e diviso tra il figlio adolescente che vive negli Stati Uniti e la sua famiglia, Celine e le due gemelline, con cui vive in Francia, vorrebbe poter stare con tutti ma non può. Celine d’altro canto si sente in colpa nei suoi confronti perché lo priva della vicinanza del figlio e nello stesso momento non vuole trasferirsi, non vuole lasciare la sua nazione d’origine.

Questi grossi pesi psicologici, uniti ai problemi di tutti i giorni generano una crisi, riusciranno Jesse e Celine a superarla entro la mezzanotte?

Il film segue lo stesso cliché dei due precedenti, lunghi dialoghi e lunghe camminate, vuoi in auto, attorno ad una tavolata o per strada. Si spazia da un argomento all’altro e alla fine si arriva al vero nocciolo della questione.  
Ciò che non mi è piaciuto molto del film è a tratti la caratterizzazione dei personaggi, in alcuni momenti nell’atteggiamento o con l’utilizzo di qualche termine alquanto volgare mi è sembravato di non riconoscere Jesse e Celine.

Da vedere se volte dare una sorta di chiusura alla storia, se non vi aspettate l’atmosfera magica e ‘tra le nuvole’ dei primi due film, se riuscite ad accettare che la felicità assoluta è relegata solo in alcuni momenti e il resto della vita è lotta continua per cercare di non farsi sfuggire tutto ciò che si è costruito in un battito di ciglia, se volete scoprire cosa accadrà prima della mezzanotte.

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7

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