From Paris with love

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Reperire informazioni e piazzare qualche microspia non è proprio un lavoro spericolato per un agente segreto, lo sa bene James Reece, che alterna al suo lavoro tranquillo quello di spia della Cia. 

Reese vorrebbe essere più attivo, svolgere mansioni meno monotone, fare un salto di qualità. L’occasione arriva nel momento in cui gli viene assegnato il compito di supportare l’agente Charlie Wax, appena arrivato a Parigi.

Reece, dai modi fini ed eleganti, si troverà ad avere a che fare con Wax, casinista, rozzo e dal grilletto facile.

La tranquilla vita di James sarà definitivamente sconvolta e stravolta dagli eventi e dal partner lavorativo. Inseguimenti, sparatorie, morti, droga ed attentati, saranno il filo conduttore di tutto il film. Un film che si presenta a tratti ironico e violento allo stesso momento, ma che non risulta per niente noioso o troppo eccessivo.

Jonathan Rhys Meyers e John Travolta funzionano molto bene insieme. 

La sceneggiatura essenziale rende il film scorrevole, merito anche di una buona regia e di una discreta realizzazione tecnica, priva di effetti speciali e legata ad una realizzazione vecchio stile, dove l’interpretazione degli attori e le relative azioni in scena sono sufficienti a tenere incollato lo spettatore allo schermo fino alla fine della storia.

 

 

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7

Ritorno a Brideshead

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Questo film, con una ambientazione anni venti,  tratto dal romanzo “Ritorno a Brideshead - Le memorie sacre e profane del Capitano Charles Ryder” dello scrittore inglese Evelyn Waugh,   racconta una storia interessante dal punto di vista sociale di quel periodo storico.

Charles Ryder è uno studente con la passione per la pittura, vive in un quartiere popolare ma riesce ad iscriversi ad Oxford. Nella prestigiosa università fa amicizia con il ricchissimo, sensibile, fragile, fuori dagli schemi, ed omosessuale Sebastian Flyte.

L’amicizia tra i due cresce tanto che Sebastian invita Charles a casa sua, dapprima per una visita, dove Charles resta sbigottito dalla grandezza e bellezza di Brideshead nascosta da lenzuoli di stoffa bianca, poi dal vederle quei luoghi di nuovo abitati dalla famiglia di Sebastian durante l’estate che trascorre con loro. 

Charles farà la conoscenza con la madre del suo amico, una donna tremendamente ossessiva e religiosa, ma moralmente violenta nei confronti dei figli, e con Julia, la sorella anticonformista di Sebastian. 

L’omosessualità, l’imminente scoppio della seconda guerra mondiale, lo scontro tra classi sociali, il contrasto tra ateismo e religione, la nobiltà inglese in decadenza, sono solo una parte delle tematiche trattate all’interno della storia. Troppe per essere approfondite per bene, ma nel complesso il film risulta essere gradevole, nonostante la drammaticità degli eventi e dei forti sentimenti, spesso contrastanti, che si evincono della singole situazioni in cui si trovano i vari personaggi.

Le atmosfere, i luoghi, la ricostruzione storica, i costumi e la fotografia sono molto curati, ottima la prova attoriale del cast, che incarna perfettamente i personaggi.

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7

Ferro3

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Ferro3 è un film Coreano, e  se non l’avete visto vi prego di non storcere il naso, perché è un film con la F maiuscola, un film che rapisce, incuriosisce e si lascia guardare tutto in un fiato. 

Ferro3 racconta la storia di un ragazzo, Tae-suk, che va in giro con la sua moto, posiziona dei volantini sulle porte di alcune case, per poi abitare per pochi giorni quelle che hanno ancora il volantino attaccato, perché sono ovviamente vuote. Tae-suk vive in queste case come se fossero sue, aggiusta ciò che è rotto, guarda le foto di famiglia. Del suo passaggio non c’è traccia, a parte qualcosa che prima non funzionava.

Un giorno commette  l’errore di entrare in una casa che non è realmente vuota, ma abitata da Sun-hwa, una donna ‘quasi invisibile’ che vive con un marito-patrone violento. Tra i due scatta subito una scintilla, un legame,  che li porta a fuggire da quella casa ed ad iniziare un percorso insieme fatto di case vuote, silenzi e gesti. I due protagonisti sono muti ed invisibili, non parlano tra di loro, non parlano con gli altri. Per comunicare non è  necessario l’uso della parola, due persone che vivono in simbiosi possono farlo anche solo con uno sguardo o con un gesto. 

Ferro 3 è un film molto particolare, dove le uniche parole che lo spettatore udirà sono poche battute dei personaggi secondari, è un film ben recitato, non tutti sono in grado di rendere sensazioni, emozioni e di trasmettere tanto senza dire una parola, dove la mimica facciale e corporea sono indispensabili e necessarie per la sua riuscita. 

Da vedere assolutamente, il film merita, è insolito ed originale, stupenda la regia di Kim Ki-duk ed interessante la fotografia. 

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9

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